Fubles: l’app-per-le-partite-di-calcetto

Fubles: l’app-per-le-partite-di-calcetto

Fubles: l’app-per-le-partite-di-calcetto

 

Fubles: l’app-per-le-partite-di-calcetto L’Italia è il paese del calcio, si sa.

Il 90%  della popolazione maschile probabilmente segue il calcio, segue la serie A.

Una pari percentuale sicuramente pratica il calcio a livello amatoriale con gli amici. Giocare a calcetto significa organizzare partite, fissare date, orari, contattare gli amici e prenotare il campo di gioco.

Fino a qualche anno fa, organizzare le partite di calcetto era sinonimo di telefonate su telefonate.

Chiama il mio amico, che a sua volta ne chiama altri. Se manca uno? Problemone!

Ovviamente si gioca in 10 (5 e 5), in 14 (7 e7) oppure in 22 (11 e 11). Senza il numero di partecipanti giusto non si gioca. In questi casi la partita salta.

Oggi le APP per smartphone vengono in aiuto per ogni necessità. Anche per organizzare le partite di calcetto esiste un APP. Oggi parliamo di Fubles.

Fubles è un’applicazione mobile, disponibile sia per Android che iOS, il cui obiettivo è proprio coordinare le partite di calcetto.

L’app si presenta come una sorta di social network “aperto”. Infatti il sistema permette agli organizzatori delle partite di rendersi “visibili” all’interno network in modo da “reclutare” nuovi giocatori anche sconosciuti. Lo scopo è raggiungere il calciatore mancante per ottenere le squadre complete.

Il sistema di Fubles l’app-per-le-partite-di-calcetto  rappresenta una sorta di social network verticale. Infatti, una volta creato il proprio profilo utente, è possibile partecipare inserendosi nelle partite. Oppure si può diventare organizzatori. Si può invitare i propri amici oppure, è possibile attendere che si aggiuga una persona “esterna” in modo da raggiungere il numero utile di calciatori.

Ogni partita ha una bacheca dove i partecipanti possono scrivere messaggi come fosse Facebook. E’ anche possibile inviare un messaggio privato tra gli utenti.

Selezionando la città di riferimento, compaiono le partite e i rispettivi organizzatori. Ogni partita indicata giorno, orario e sede/nome del centro sportivo. Se non si conosce l’organizzatore si può richiedere l’autorizzazione e partercipare. Sicuramente si può fare amicizia!

Alla fine di ogni partita ci si scambia i “voti in pagella”. Lo scambio voto genera un “ranking” che determina una sorta di valore dell’utente. Si tratta di un valore “tecnico” ma anche di serietà.  Infatti Fubles vuole rispecchiare i valori di chi organizza le partite di calcio. Essere validi come calciatori ma anche seri. Parliamo di correttezza in campo e puntalità negli appuntamenti. Un calciatore che non si presenta ad una partita può venire classificato come “bidone” (che è anche un modo per classificare un utente come scarso).

A livello di software, le app mobile di Fubles sono sviluppate in maniera “nativa”. Intendiamo cioè che l”applicazione Android è sviluppata con Android Studio e quindi in Java. L’applicazione iOS è sviluppata in Swift e Xcode per Mac/iPhone.

Intervistando lo staff di Fubles, ci hanno risposto che la scelta tecnologica del nativo è stata dettata da una migliore performance sui dispositivi. Si è puntato molto sulla manutenibilità del prodotto nel tempo e quindi sulla sua qualità.

L’applicazione web di Fubles è invece sviluppata in PHP con Symfony framework.

Notiamo come l’app mobile al suo interno non possiede banner pubblicitari. I banner costituiscono di solito il principale introito per gli sviluppatori di progetti di questo tipo.

Lo staff Fubles ci ha spiegato che le entrate provengono dalle collaborazioni con i centri sportivi (fee per ogni partita giocata) e dai brand (eventi e competizioni sponsorizzate).

Il team di sviluppo di Fubles è attualmente composto da 1 senior back-and, 1 senior front-end, 1 sviluppatore iOS, 1 sviluppatore Android ed un web designer junior.

Il progetto Fubles ha in cantiere alcune migliorie di tipo grafico e di UX/UI (User Interface) che seguiranno le direttive del “Material Design”.

Come team Innovaformazione abbiamo utilizzato Fubles per giocare a calcetto e possiamo garantire che è un sistema che raggiunge sicuramente i suoi obiettivi.

Se siete in cerca di partite di calcetto o se volete organizzare in maniera “smart” le vostre partite, Fubles è l’APP che fa al caso vostro. Non possiamo altro che fare i complimenti al team di Fubles e incoraggiarli per migliorare continuamente il loro prodotto APP.

Provate quindi Fubles: l’app-per-le-partite-di-calcetto.

Innovaformazione, scuola informatica specialistica promuove lo sviluppo APP mobile e lo sport.

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Sviluppo APP Trends 2017

Sviluppo APP Trends 2017

Sviluppo APP Trends 2017: vogliamo presentare in questa infografica (presente qui sotto), le tendenze moderne sulla progettazione di Applicazioni mobile (Android-iOS).

Lo sviluppo software evolve in continuazione e non è da meno lo sviluppo APP.

La diffusione degli smartphone ormai accompagnano tutti i momenti della nostra giornata. Se oggi start-up nasce con un’APP forse un motivo c’è.

Commentiamo qui di seguito l’infografica realizzata da EDX e Galileo Universidad.

Innanzitutto il 2017 raggiunge circa 4.3 milioni di applicazioni scaricate e utilizzate in tutto il mondo, pubblicate su Google Play e Apple Store. Non sono conteggiate quelle applicazioni aziendali, non pubblicate sugli store ufficiali ma utilizzabili dai canali esterni. Un esempio è dato da applicazioni come BWIN per le scommesse sportive, non presente sugli store Google/Apple ma scaricabile dal sito BWIN.

L’utilizzo dello smartphone per l’acquisizione immagini, dati ed altre informazioni è cresciuto di 2.3 bilioni: basti pensare allo scatto fotografico, alla scansione dei QR-Code o alla realizzazione dei video o registrazioni audio. Tutte informazioni facilmente condivisibili con applicazioni dedicate e con i Social Network.

L’utilizzo delle APP è anche legato agli spazi pubblicitari presenti all’interno delle stesse o ad altri sistemi di guadagno legato ai servizi.

L’ infografica indica 77 bilioni di dollari come giro di affari del 2017.

Rispetto al passato, il 2017 segna l’incremento anche dei tempi medi di utilizzo delle APP. Siamo sempre più “dipendenti” dai nostri smartphone. Siamo sempre più dipendenti dalle nostre APP.

Troviamo in particolare:

  • 65% di incremento medio dell’utilizzo delle APP
  • 35 ore al mese di media di utilizzo delle APP
  • L’eta dell’utilizzatore medio va dai 18 ai 44 anni

 I 7 trends principali del 2017 sono invece:

  1.  Cloud computing support: la gestione dei dati salvati in cloud e quindi sul web senza occupare spazio sul dispositivo
  2.  IoT – Internet of Things: l’ interazione con altri dispositivi e hardware grazie all’ interconnessione tra gli oggetti via internet
  3.  Security APPs: molta attenzione è riversata verso la sicurezza dei dati ma anche del dispositivo stesso. Quindi troviamo un incremento sia di APP antivirus sia di sistemi per la salvaguardia dei dati gestiti dalle APP
  4.  Geolocalizzazione: aumenta l’utilizzo della funzione che permette di indicare la propria posizione per calcolare percorsi, performance o velocità di movimento. Basti pensare alle APP sportive o ai giochi con interazione nei luoghi come PokemonGo.
  5.  Realtà Aumentata: cresce l’utilizzo di funzioni per l’ interazione tra ciò che vediamo ed un flusso di informazioni (tramite fotocamera). Esempi sono le applicazioni utilizzate nei musei per fornire informazioni ai visitatori, oppure all’APP di Ikea per l’acquisto assistito degli oggetti d’arredamento.
  6. UX – User Experience: un’importante trend consiste nell’attenzione rivolta a migliorare l’interfaccia utente  la cosidetta “usabilità”. Un’APP più semplice da utilizzare e intuitiva è un’APP “migliore”.
  7. Istant APP – APP instantanee: Google sta lavorando ad applicazioni che lavorano senza che sia necessario scaricarle e installarle.  Si parla quindi di applicazioni instantanee che lavorano direttamente on line.

L’ultima considerazione che emerge dall’Infografica riguarda l’utilizzo di APP non solo sui cellulari.

Pensiamo infatti agli Smartwatch, alle APP per le SmartTV, alle APP per gli autoveicoli (pensiamo ad Android Auto) e alla domotica con le “case Intelligenti”.

Innovaformazione, scuola informatica specialistica, promuove la cultura digitale e dello sviluppo APP mobile.

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Quanto costa un’APP?

Quanto costa un’app?

Se siete capitati su questo articolo sicuramente è perchè fate parte di queste due categorie:

  • siete aspiranti “start-upper” e volete realizzare un’idea basata sull’utilizzo di un applicazione mobile
  • siete dei professionisti o un’azienda e avete bisogno di una soluzione “APP” che vi permetta di interagire tramite dispositivi mobili (tablet o smartphone)

Innanzitutto sfatiamo facili  idealismi con una prima risposta: non è semplice definire “quanto costa un’app” e non esiste una risposta definitiva.

La realizzazione di un’applicazione mobile altro non è che un software accessibile dai dispotivi mobili.

La prima risposta realistica è: “Dipende”.

Ci sono tante variabili in ballo tra cui, i sistemi operativi che vogliamo utilizzare (esiste Android, iOS, Window Phone…ecc): per ognuno di questi servirà un’APP e per ognuna ci saranno costi diversi.

Dipende dalle funzionalità che vogliamo dare all’APP, se deve interagire con sistemi esterni, con database o altri software.

Dipende se vogliamo renderla accessibili da dispositivi con schermi grandi (tablet) o schermi più piccoli (smartphone).

Dipende se vogliamo un design accattivante, con loghi ed icone da realizzare.

Dipende se vogliamo delle interazioni di vendita e pagamento per gli e-commerce.

Dipende, insomma.

Tuttavia, dovete sapere che se richiederete un preventivo ad una software house che si rispetti, vi coinvolgeranno per una “Raccolta Requisiti” ed  per l’ ” Analisi Funzionale” . La raccolta dei requisiti include una sorta di intervista necessaria per estrapolare i bisogni e le necessità dell’utente e definire le caratteristiche che deve avere l’APP.

L’analisi è una lavoro che porta via del di tempo, energie e in teoria va pagata (o per lo meno chiedete se dovete pagarla). Diffidate quindi da coloro i quali vi propongono un costo “a occhio” senza rilasciarvi un documento di analisi dei requisiti funzionali.

Sappiate però che, a prescindere dal professionista del software (anzi “dai professionisti” perchè spesso non basta una sola persona per realizzare un’APP) l’importante è avere le idee chiare sulle funzioni dell’APP e di cosa debba fare.

Qui di seguito riportiamo una infografica indicativa in dollari di “quanto costa un’app”.

Innovaformazione si occupa di formazione per lo sviluppo APP e di consulenza per la realizzazione di Applicazioni. Potete contattarci a www.innovaformazione.net e via email a [email protected]

quanto costa un'app

Ucic APP: il nuovo modo di comunicare via APP!

uCiC-LogoUcic è l’acronimo di “You See i See”, “io vedo tu vedi”.

Premiata al Mobile Apps Showdown durante il CES 2015 (la fiera internazione dell’hi-tech di Las Vegas), Ucic è l’applicazione che permette di comunicare con qualunque parte del mondo scambiando informazioni, immagini e video.

Il video sottostane presenta l’innovativa applicazione e il suo utilizzo.

Stai quindi cercando un oggeto o qualuno in una determinata area geografica?

Hai bisogno di informazioni in tempo reale circa le condizioni di un luogo, di un evento o di qualsiasi altra informazione? Ucic permette di inviare una richiesta alla piattaforma/community la quale riceve e risponde venendo in aiuto all’utente. Ogni risposta d’aiuto data assegna un “karma” che sua volta permette di effettuare richieste al sistema.

In questo modo è possibile scambiare in tempo reale foto, video ed informazioni in formato testo geolocalizzando la comunità interessata.

Potete visionare il sito ufficiale www.ucic.vc e provare a scaricarla anche se in italia è ancora poco conosciuta.

E’ disponibile sia per dispositivi android che per iOS.

 

Innovaformazione promuove la cultura dello sviluppo mobile dell’informatica moderna.

Visitate il nostro sito per conoscere la nostra offerta formativa in ambito mobile app e sui nostri servizi di sviluppo applicazioni.

 

Be My Eyes: l’APP per i non vendenti…ma sarà davvero utile?

be_my_eyes icona

L’ultima start up relativa ad un’applicaione per smarpthone giunta alle cronache per la sua innovatività è “Be My Eyes“.

Disponibile attualmente solo per dispositivi iOS (iPhone e iPad) l’APP in questione cerca di aiutare i non vendenti utilizzando la funziona fotocamera dello smartphone: l’azione principare di Be My Eyes è quella di inviare una fotografia di cioè che si ha davanti, ad un team di assistenti-volontari che rispondono al messaggio dell’utente guardando la foto e spiegando cosa l’utente non vendente ha di fronte.

L’obiettivo principale dell’APP è quello di risolvere problemi “cruciali” come leggere la data di scadenza di un prodotto, oppure richiedere la descrizione di ciò che sta accadendo davanti inviando un piccolo filmato sempre attraverso lo smartphone.

Una “schiera” di volontari assistono i non vendenti, utilizzatori di quest’APP: provvedono a ricevere le informazioni sotroforma di foto e video e descrivono ciò che si vede, sostituendosi agli occhi dell’utente non vedente. Da qui il nome “Be My Eyes”, ovvero “sii i miei occhi”.

L’iniziativa è lodevole, cosi come l’intervendo dei volontari pronti a rispondere alle richieste dei non vedenti.

Tuttavia, siamo un pochino scettici sull’uso degli smartphone tradizionali da parte di persone con disabilità visiva.

Infatti è di per sè complicato a nostro avviso, per un non vedente, utilizzare correttamente un dispositivo mobile stardard che non possiede alcun accorgimento per un non vedente.

I dispositivi iOS sono infatti contrassegnati da icone con colori e immagini ben definite, con l’utilizzo del touch per ciascuna applicalzione.

Se è già complicato di per se utilizzare lo smartphone, come possono i non vedenti fotografare un oggetto ed inviarlo attraverso il sistema “Be My Eyes”?

 

Ci auguriamo che il progetto, alquanto interessante, sappia rispondere col tempo ai nostri dubbi aiutanto seriamente chi ha disabilità nella vista….

 

 

Guadagnare con le APP: l’advertising mobile

Lo sviluppo mobile ovvero lo sviluppo applicazioni per dispositivi mobili, ha frontiere fino a pochi anni fa inimmaginabili.

Gli smartphone sono ormai diffusi in milioni, in tutto il pianeta, per non parlare della diffusione sempre maggiore dei tablet.

Questi dispositivi sono pressochè “inutili” senza il loro software, e quando parliamo di software per dispositivi mobili parliamo di APPs.

Il mercato delle APPs è in continua evoluzione e negli ultimi anni ha permesso a vere e proprie multinazionali di prendere vita proprio grazie ai servizi resi tramite un’applicazione android o iPhone.

Uno dei tanti risvolti per cui si concentra l’attenzione verso le APPs riguarda la possibilità di guadagnare attraverso non solo la loro vendita nei market ufficiali Google Play o APP Store ma attraverso l’advertising mobile: la pubblicità  all’interno delle applicazioni.

Spesso ci sarà capitato di navigare all’interno di un’ APP e di trovarci di fronte un piccolo banner o un link che sponsorizzava un’azienda, un sito o un servizio. A volte questi banner sponsorizzano altre APPs. Ci è sarà anche capitato di cliccare su questi banner, perchè probabilmente ci interessava oppure solo erroneamente.

Tra gli strumenti degli sviluppatori di applicazioni mobile, esistono dei tools attreverso i quali i programmatori inseriscono la pubblicità all’interno dell’APP, decidendo ad esempio il tipo di banner da inserire, la posizione all’interno delle schermate ecc.

Ogni qualvolta che un utente clicca sulla pubblicità, automaticamente lo sviluppatore vede accreditarsi del denaro sul proprio account, preventivamente definito. Ovviamente maggiore è la cerchia degli utilizzatori dell’applicazione, maggiore sarà il numero  di click sui banner. Maggiori saranno gli introiti di advertising.

Sono numerosi i circuiti per questo tipo di attività all’interno delle APPs. Tra i principali citiamo:

ADMOB di Google

admob applicazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AppBrain

appbrain app

 

 

 

 

 

 

In particolare AppBrain consente di pubblicizzare altre applicazioni e permette di generare credito e di guadagnare nel momento in cui gli utenti scaricano le APPs pubblicizzate. Quest’ultimo è sicuramente meno invasivo rispetto ad ADMOB e secondo noi è molto più attrattivo come canale pubblitario poichè per chi usa frequentemente le applicazioni sarà piu propenso a cliccare e scaricare un videogioco un app piuttosto che  cliccare su di un banner pubblicitario generico.

Variano anche le modalità di ricezione dei pagamenti degli accrediti, come ad esempio Paypal per AppBrain.

Ricordiamo che questi sistemi di advertising possono essere integrati anche con i videogames sviluppati con gli engine come UNITY  3D.

 

Altri network per il mobile advertising sono: AirPush, MobVista e InnerActive che sono più diffusi all’estero che in Italia.

Grazie all’advertising mobile molte applicazioni sono prensenti gratuitamente all’interno degli Store, puntanto più sui guadagni dei banner che sugli acquisti singoli delle APP a pagamento.

In particolare per le il mondo mobile conta essenzialmente il numero delle installazioni attive piuttosto che il generico dowload: su ogni applicazione attiva e utilizzata aumenta la possibilità di guadagnare dalla pubblicità.